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IIIA — Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale
01Educazione

CAPIRE L’IA È UNACOMPETENZA, NON UNCORSO DI STRUMENTI.

IIIA costruisce percorsi formativi per persone e organizzazioni che devono decidere sull’intelligenza artificiale, non solo sperimentarla.

Insegniamo a leggere capacità e limiti dei sistemi, a riconoscere gli errori e a stabilire dove la verifica umana resta indispensabile.

02Perché ci occupiamo di educazione

L’IA è già in uso molto prima di essere compresa.

Nelle organizzazioni, nella scuola e nei servizi pubblici gli strumenti entrano rapidamente, spinti da promesse commerciali e da una pressione competitiva che lascia poco spazio alla verifica.

La formazione serve a colmare la distanza tra ciò che uno strumento sa fare e ciò che le persone credono che sappia fare.

Per IIIA educare non significa accelerare l’adozione. Significa rendere possibile una scelta informata, anche quando la scelta è non adottare.

03Come insegniamo
  1. 01

    Capire prima di adottare.

    Un percorso IIIA non insegna a usare un prodotto. Insegna a riconoscere che cosa un sistema può fare, dove sbaglia e quali decisioni non dovrebbe prendere al posto di una persona.

  2. 02

    Criteri, non scorciatoie.

    Le tecniche cambiano ogni pochi mesi. I criteri per valutarle durano molto più a lungo: è su questi che costruiamo la formazione.

  3. 03

    Evidenze al posto di promesse.

    Portiamo in aula risultati osservati, errori reali e limiti misurati, compresi quelli emersi dalla nostra ricerca. Nessuna capacità viene data per acquisita solo perché dichiarata.

  4. 04

    Responsabilità che resta umana.

    Ogni percorso chiarisce dove si colloca il controllo umano: chi verifica, chi decide, chi risponde di un esito. È la parte che più spesso manca nella formazione sull’IA.

04Formati
  1. 01

    Sessione introduttiva

    Un incontro breve per costruire un vocabolario comune: che cos’è un modello, che cosa produce, dove si colloca l’incertezza.

  2. 02

    Percorso in più moduli

    Un programma continuativo che alterna spiegazione, esempi verificati ed esercizi di valutazione su casi vicini al lavoro dei partecipanti.

  3. 03

    Laboratorio applicato

    Una sessione operativa in cui si mettono alla prova strumenti reali, si osservano gli errori e si scrivono criteri di verifica riutilizzabili.

  4. 04

    Formazione per chi decide

    Un formato compatto per ruoli di responsabilità: rischi, limiti, domande da porre ai fornitori e condizioni minime per un’adozione difendibile.

05Temi dei percorsi

Che cosa si affronta in aula.

I contenuti vengono calibrati sul pubblico, ma la sostanza non cambia.

  • come funzionano i modelli linguistici, in termini comprensibili
  • qualità degli output: coerenza, varianza, errori ricorrenti
  • bias, dati di addestramento e limiti culturali e linguistici
  • rischi individuali, organizzativi e sociali dell’IA
  • controllo umano, tracciabilità e responsabilità
  • adozione nei processi: dove conviene, dove è prematuro
  • il contesto italiano: lingua, regole, servizi e casi d’uso locali
  • come leggere la ricerca e i benchmark, compreso SoccerBench
06Che cosa resta dopo

Non nozioni. Criteri riutilizzabili.

Al termine di un percorso i partecipanti dovrebbero essere in grado di:

  • distinguere ciò che un sistema fa davvero da ciò che promette
  • riconoscere errori, bias e risposte plausibili ma sbagliate
  • formulare domande utili prima di adottare uno strumento
  • valutare quando l’IA è adatta a un compito e quando non lo è
  • definire dove serve una verifica umana e chi la esegue
  • leggere benchmark, demo e comunicazioni commerciali con spirito critico
  • documentare le proprie scelte in modo verificabile nel tempo
07A chi ci rivolgiamo

Pubblici diversi, stesso rigore.

  • 01

    Organizzazioni e team

    Per chi deve decidere se, dove e con quali garanzie introdurre l’IA nei propri processi, senza affidarsi a entusiasmo o timore.

  • 02

    Istituzioni e amministrazioni

    Per chi lavora su regole, servizi pubblici e impatti collettivi e ha bisogno di criteri leggibili, non di gergo tecnico.

  • 03

    Scuola e università

    Per docenti e studenti che incontrano l’IA nello studio e nella didattica e devono imparare a valutarla, non solo a usarla.

  • 04

    Comunità professionali

    Per gruppi con responsabilità specifiche — editoria, sanità, diritto, ricerca, impresa — dove l’errore ha conseguenze concrete.

08I nostri impegni

La formazione non è un canale di vendita.

Per ogni percorso garantiamo:

  • nessun percorso costruito per vendere un prodotto o una piattaforma
  • materiali che indicano fonti, limiti e grado di certezza
  • esempi verificati, anche quando mostrano fallimenti degli strumenti
  • indipendenza editoriale sui contenuti, sempre in capo all’Istituto
  • linguaggio accessibile senza semplificazioni che nascondono l’incertezza
09Che cosa non facciamo

Alcune richieste le rifiutiamo.

  • corsi che promettono padronanza completa in poche ore
  • formazione mascherata da promozione di uno specifico fornitore
  • programmi che riducono l’IA a un elenco di prompt da copiare
  • contenuti che eliminano i rischi per rendere il messaggio più vendibile
  • collaborazioni che chiedono di rinunciare al controllo sui materiali
10Come proporre un percorso

Poche informazioni per capire se ha senso.

Se la richiesta non è compatibile con il nostro mandato lo diciamo subito, e quando possibile indichiamo un’alternativa.

  • organizzazione o soggetto promotore
  • profilo e numero dei partecipanti
  • livello di partenza rispetto all’IA
  • obiettivo formativo dichiarato
  • formato e durata desiderati
  • date, luogo o modalità a distanza
  • eventuali vincoli su materiali e registrazioni

CHI CAPISCE UNO STRUMENTONON NE È GOVERNATO.

I percorsi IIIA nascono dalla stessa ricerca che pubblichiamo: stessi dati, stessi limiti dichiarati, stesso linguaggio.

Raccontaci chi deve capire, che cosa deve decidere e con quali vincoli.